Neuroscienze: il modello dell’attenzione bottom-up e top-down

Il modello dell’attenzione bottom-up e top-down è uno dei più recenti tra quelli proposti dai neuroscienziati. Si articola su due diverse funzioni di attenzione:

  • Attenzione bottom-up. Viene risvegliata dagli stimoli esterni, in particolar modo da un elemento che risalta dallo sfondo e si impone all’attenzione.
  • Attenzione top-down. Il soggetto cerca attivamente nell’ambiente qualcosa che ha in mente.

In entrambi i casi si ha il coinvolgimento dell’area frontoparietale, e i due tipi di attenzione tendono a integrarsi e a interagire l’un l’altra nella vita pratica.

Per questo motivo sono stati proposti recentemente dei nuovi  modelli che riconoscono l’integrazione tra i due tipi di attenzione (Wolf, 2010;  Bisley and Goldberg 2010; Serences e Yantis 2006, Katsuki e Costantinidis, 2014), o che addirittura propongono di superare il modello considerandolo eccessivamente dicotomico.

L’attenzione bottom-up

allegoria dell'attenzione bottom-up: 6 uova intere di fila e una rotta col tuorlo al centro
Nell’attenzione bottom-up, un elemento che si distingue dallo sfondo attira l’attenzione

State camminando tranquillamente in un bosco, e improvvisamente notate qualcosa di strano (un movimento, una differenza di colore). Trasalite, siete in allerta, l’attenzione è massima: ecco l’attenzione bottom-up (guidata dall’esterno) in azione.

A livello neuronale, dalla corteccia visiva primaria le stimolazioni nervose raggiungono diverse aree della corteccia per biforcarsi in due distinte vie:

  • Una ventrale, che ha maggior attinenza con gli oggetti e le loro caratteristiche;
  • Una dorsale, più attinente ai movimenti spaziali.

Le due vie sono organizzate gerarchicamente e le proprietà funzionali delle aree coinvolte diventano man mano più complesse man mano che l’impulso avanza.

Gli stimoli che risaltano sullo sfondo creerebbero una attivazione neuronale maggiore, sono ossia selezionati e privilegiati rispetto agli altri stimoli nel processo di selezione visiva.

L’elaborazione degli aspetti più importanti da prendere in considerazione  avverrebbe  secondo delle “mappe di importanza” che creano una gerarchia tra tutti gli stimoli visivi riuniti assieme e che sono strettamente correlata ai movimenti oculari.

L’attenzione Top-down

Allegoria attenzione top-down:giovane uomo cerca con lente di ingrandimento su un folgio di carta
Nell’attenzione top-down, siamo concentrati a cercare attivamente qualcosa

Il soggetto sceglie un particolare oggetto o caratteristica in relazione a un fine e comincia a cercarlo attivamente e volontariamente nell’ambiente: ad esempio, quando rovistate quattro cassetti per cercare il compagno del classico calzino spaiato.

Se uno degli oggetti esaminati ha le caratteristiche ricercate, si ha attivazione neuronale; altrimenti, soppressione delle risposte.

Le aree coinvolte sono le vie visive dorsali e ventrali. Le connessioni sono a due vie, per cui si hanno anche casi di discesa di segnali di feedback dalle parti “alte” delle vie a quelle iniziali.

L’origine degli stimoli nell’attenzione top-down andrebbe cercata nelle aree corticali superiori e dalla corteccia frontale.

In luogo di una mappa di importanza, si avrebbe una mappa di priorità, che seleziona quali stimoli prendere in considerazione rispetto alla ricerca che si sta svolgendo.

Se uno stimolo imprevisto appare (tornando all’esempio, suona il campanello), l’attenzione Top-Down cede di nuovo il passo ai meccanismi bottom-up.

Gli aspetti in comune tra i due tipi di attenzione

schema attenzione top-down e bottom-up secondo Fumu Katsuki e Chirsto Costantinidis
Schema dell’attenzione top-down e bottom-up riportato nell’articolo di Katsuki e Costantinidis “Bottom-up and Top-Down Attention”, The Neuroscientist, 2014

Anche se le due vie dell’attenzione bottom-up e dell’attenzione top-down  hanno origine da aree diverse del cervello (la corteccia superiore,  le aree periferiche della sensazione) e utilizzano meccanismi diversi, hanno comunque in comune le vie dorsali e ventrali, oltre a processi integrati come nel caso della ricerca visiva.

Recentemente, si è scoperto che le aree di elaborazione prefrontali coinvolte nella creazione delle mappe di significato nell’interpretazione degli stimoli sono le stesse. Per questo motivo, si sta oggi affermando una tendenza a considerare l’attenzione bottom-up e top-down come intrinsecamente connesse.

Ricordiamo che la differenza tra i due tipi di attenzione è rilevante per il neuromarketing e il web copywriting: infatti, l’attenzione top-down è tipica di chi legge una pagina web ed è alla base delle moderne tecniche di organizzazione degli elementi della pagina in modo tale da renderne facile la scannerizzazione con gli occhi.

Questo post è un riassunto dell’articolo di Fumi Katsuki e Christos Costantinidis “Bottom-up and top-down attention”, pubblicato sulla rivista The Neuroscientist nel 2014.

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Autore: Marco La Rosa

Sono un traduttore, web content writer & copywriter appassionato di neuroscienze, psicologia, psicologia cognitiva, UX design, oltreché un esperto di SEO e un web master. Cerco di applicare le nuove scoperte sul cervello e la mente umana al mio lavoro quotidiano di scrittura di testi e ottimizzazione di contenuti per il web per offrire a lettori e utenti una esperienza il più possibile vicina alle loro reali esigenze e necessità

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