Usare lo sguardo nello storytelling visivo

Quando fotografiamo qualcuno, o desideriamo utilizzare un o una modella in una foto o una immagine, dobbiamo sempre prestare attenzione allo sguardo.

Il motivo? Sguardo e viso sono i primi due elementi su cui cade l’attenzione di chi guarda un’immagine. Gli studi che lo dimostrano sono moltissimi. Del resto, spesso è proprio il forte potere attrattivo ed espressivo del volto e degli occhi il motivo che ci spinge a inserire le persone nel nostro storytelling visivo.

Sguardo diretto e sguardo distolto

Esiste una differenza profonda tra guardare direttamente qualcuno negli occhi e distogliere lo sguardo, oppure guardarlo di sottecchi, o guardare in tutt’altra direzione.

Sguardo diretto

Nella comunicazione interpersonale lo sguardo diretto veicola sentimenti e qualità come l’attenzione verso di noi, la franchezza, l’onesta e l’affidabilità. Se parlate con qualcuno, fissatelo negli occhi. Distrarre lo sguardo o guardare altrove può veicolare messaggi negativi, come la noia per quello che sta dicendo l’interlocutore, disattenzione e mancanza di interesse.

Lo sguardo di un’altra persona funziona anche come indicatore di direzione, perché tendiamo automaticamente a seguirlo. Se un modello in una fotografia guarda un oggetto, saremo automaticamente portati anche noi a guardare quell’oggetto. Possiamo quindi utilizzare lo sguardo del modello come un espediente per attirare l’attenzione su qualsiasi elemento visivo desiderato.

Le differenze tra la comunicazione interpersonale e le immagini

Un punto importante da sottolineare è la differenza che esiste tra il significato che assume lo sguardo nella comunicazione interpersonale e quello che invece ha nelle immagini, nei contenuti pubblicitari e nelle opere d’arte.

Mentre nella comunicazione interpersonale lo sguardo diretto è fondamentale, in un’immagine o in un’opera d’arte lo sguardo distolto può funzionare molto meglio perché aumenta il coinvolgimento e il trasporto narrativo. Per questo motivo le persone ritratte nelle opere d’arte spesso non guardano direttamente il pubblico. Su questa maggiore efficacia dello sguardo distolto nello storytelling visivo esistono oggi numerosi studi e ricerche, anche in riferimento al mondo della pubblicità.

Come usare lo sguardo nello storytelling visivo

In conclusione, se vogliamo realizzare un contenuto visivo per scopi promozionali o pubblicitari, oppure una foto d’arte o un quadro, utilizzare lo sguardo distolto può essere un ottimo espediente per aumentare il trasporto narrativo e il coinvolgimento del pubblico.

Sguardo distolto nella Dama con ermellino del Da Vinci

Lo sguardo distolto può inoltre essere utilizzato per guidare lo spettatore dirigendolo verso un secondo elemento visivo della composizione, sia esso un prodotto, un oggetto o qualsiasi altro elemento.

Questa regola non va tuttavia interpretata in modo rigido; soprattutto nell’arte, la libertà espressiva dell’artista va sempre rispettata. Infine, lo sguardo sarà diretto in quei casi – tipicamente, i video dei giornalisti, ma non solo – in cui parliamo direttamente al pubblico e cerchiamo di ingaggiarne l’attenzione.

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Autore: Marco La Rosa

Sono un web content writer, web designer e esperto di SEO e UX design. Ho scritto il libro Neurocopywriting, edito da Hoepli, dedicato all'applicazione delle neuroscienze alla comunicazione.

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