Ottimizzare i claim della campagna social col neuromarketing – il caso Squp

Il cliente e lo scenario

Squp è una startup innovativa che ha lanciato un nuovo gelato studiato apposta per essere particolarmente leggero, gustoso e con riduzione di calorie. I valori del prodotto sono la naturalezza, la leggerezza e il gusto intenso

Squp decide di applicare il neuromarketing non tanto per persuadere, ma per comprendere i bisogni reali della nicchia di clienti a cui fa riferimento e la capacità effettiva della loro comunicazione di veicolare il valore del prodotto.

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Un esempio di ottimizzazione dei testi col neuromarketing

Quando si parla di testi per il sito web, capita spesso di creare dei contenuti che pensiamo adatti all’utente quando invece questo cerca informazioni completamente diverse. Per questo motivo è fondamentale includere anche le copy nei test di usabilità.

Il case study che segue mi è stato fornito dai ricercatori Andrea Ciceri e Giulia Songa della società SenseCatch di Como. L’ho scelto proprio perché particolarmente adatto a dimostrare l’utilità di alcuni strumenti di neuromarketing come l’eye-tracker, tecnologia capace di tracciare il comportamento visivo, nello studio dell’esperienza utente sui contenuti scritti e le copy del sito web aziendale.

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Microcopy, bias dell’avversione alla perdita e cancellazione dal servizio

Capita da anni di imbattersi in microcopy con l’avviso che la cancellazione da un servizio comporterà una lunga lista di perdite di dati e tanto di pulsante vistosamente colorato da premere per confermare l’operazione.

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La metafora in pubblicità: perché funziona e come utilizzarla secondo le neuroscienze

La metafora è spesso usata in pubblicità per la sua capacità di realizzare quattro obiettivi fondamentali per qualsiasi direttore creativo:

  • Attirare l’attenzione
  • Rendere il messaggio facile da comprendere
  • Emozionare
  • Farsi ricordare
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Effetto primacy: come usarlo in comunicazione, pubblicità e giornalismo

In psicologia, si parla di effetto primacy quando, nell’ordine di presentazione, le informazioni comunicate per prime hanno un’influenza sproporzionata sul giudizio del lettore rispetto a quelle successive.

Applicato al copywriting e alla scrittura, la regola diventa che ciò che si afferma per prima può influenzare in maniera determinante tutto quello che viene detto dopo, e senza una logica o una spiegazione apparente.

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Storytelling: quali sono le strutture narrative degli spot pubblicitari ad alto impatto emotivo?

Da sempre, l’impatto emotivo degli spot pubblicitari è la croce e delizia di qualsiasi direttore creativo.

La ragione? Semplice, le emozioni hanno un ruolo chiave nelle nostre scelte e nella formazione delle decisioni di acquisto. Questa scoperta, del resto, è probabilmente la più grande conquista del neuromarketing.

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Le parole coinvolgenti secondo una ricerca di neuromarketing di Francesco Gallucci

Saper scegliere le parole coinvolgenti per un post, un articolo o un annuncio è un problema comune a tutti coloro che scrivono, siano essi scrittori alle prime armi o professionisti della penna. 

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Marketing e persuasione: funziona di più la leva della scarsità o la conferma sociale?

Chi non conosce le sei leve della persuasione di Robert Cialdini? Tra di esse rientrano anche la scarsità e la conferma sociale, le due più usate quotidianamente da milioni di direttori marketing in tutto il mondo, oltre al bisogno di unicità che è alla base di molte delle strategie commerciali dei brand contemporanei.

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Come applicare i nudges alle microcopy: intervista a Laura Mondino

Le microcopy sono quei testi stringati, ma strategici, che ci convincono a compiere un’azione e che precedono o sostituiscono i comandi e le call to action. I nudges, o spinte gentili, sono invece un nuovo approccio (premiato con il Nobel) elaborato dalla neuroeconomia per ridurre l’impatto di bias ed euristiche e facilitare il decision making.

L’applicazione dei nudges e dell’approccio della psicologia comportamentale alle microcopy può dare dei risultati di grande impatto. In questa intervista, Laura Mondino, esperta di neuroscienze cognitive e autrice del libro: “Nudge revolution”,  ci dà alcuni esempi di utilizzo di questo nuovo approccio.

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Cos’è e a cosa serve l’information search process model (ISP)

L’information search process (ISP) è un modello sviluppato nel 1991 dalla professoressa Carol Kuhlthau dell’università di Rutgers che descrive il processo compiuto da chi effettua una ricerca (definito nel modello: “ricercatore”) per trovare una informazione, sia online che offline.

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Il potere persuasivo della pubblicità in rima

Quando lo spot fa rima, il prodotto vende prima. Poesie e ritornelli hanno accompagnato la pubblicità fin dalla sua nascita, mentre la capacità di creare motivetti intriganti per reclamizzare una marca è da sempre una delle capacità più richieste a un buon copywriter.

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Neurexplore: come creare una newsletter che converte utilizzando le neuroscienze

La newsletter aziendale è uno degli strumenti di marketing più conosciuti e utilizzati. Creare delle newsletter di successo, e che soprattutto convertano, è quindi uno dei maggiori problemi di direttori commerciali e copywriter.

Il neuromarketing si è rivelato uno strumento prezioso per confezionare newsletter di sicuro impatto. In questo caso aziendale Giuliano Trenti, fondatore di Neurexplore, una società di consulenza specializzata del settore, ci spiega come ha aiutato una finanziaria ad aumentare l’ interesse degli utenti e quindi le conversioni.

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Hippocampus headline: lo slogan che sorprende il cervello

Qualche anno fa uscì uno slogan pubblicitario che mi resta ancora oggi ben impresso nella mente: il pastificio Granoro aveva storpiato il nome del brand in “Gran d’Oro”, mentre la body copy esaltava i benefici effetti della campagna sconto del momento sulle tasche delle massaie italiane.

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Come fare una copy strategy col neuromarketing

L’applicazione alle copy strategy e alla creazione dei contenuti del neuromarketing potrebbe rivelarsi la formula vincente di questo decennio. Tra le grandi aziende che ne hanno fatto uso troviamo, non a caso, i grandi big come Google, Microsoft ed Apple.

La chiave del successo di questa nuova metodologia sta tutta nelle tecnologie e nei mezzi di indagine che le neuroscienze mettono oggi a disposizione del marketing: si riesce a portarne alla luce le motivazioni e i bisogni più profondi (l’ “insight“, nella terminologia della pubblicità) del consumatore.

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L’efficacia della pubblicità subliminale nelle decisioni d’acquisto

La pubblicità subliminale è realmente in grado di condizionare le decisioni di acquisto dei consumatori? Secondo alcuni esperimenti condotti nel 2009 negli Stati Uniti (Ferraro, Bettman), la risposta è affermativa.

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Come migliorare le microcopy e la user experience col neurocopywriting

Le microcopy sono quei testi brevissimi che troviamo all’interno di pulsanti, link, form, mail di benvenuto, comandi, messaggi di errore, e che hanno lo scopo di guidare le azioni dell’utente nel sito.

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La neuroscienza dei titoli clickbait: fare leva sulle emozioni

Il clickbait, un titolo fortemente emozionale e coinvolgente, è indubbiamente un potente strumento di copywriting.

Lo scopo è giocare pesante, trascinando il lettore sulla pagina costi quel che costi e senza alcun riguardo per le regole di una corretta comunicazione.

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